di Federico Malvaldi
con Daniele Paoloni, Francesca Astrei, Veronica Rivolta, Renato Civello
regia Federico Malvaldi
SINOSSI
Tre giorni. E dopo? Dopo si vedrà. Rob, un ragazzo malato di cancro alla spina dorsale, non può saperlo. L’operazione ha il 50% di riuscire e il 50% di… beh, avete capito. Tre giorni per fare i conti con sé stessi e con tutti i fantasmi del passato. Per accettare che tutto potrebbe finire entrando in quella maledetta sala operatoria. Tre giorni per dire l’ultimo ti voglio bene a una madre rimasta sola, o per ricordare le bravate di gioventù insieme al proprio migliore amico. Tre giorni di paure e di incubi, ma anche di sorrisi e momentanee speranze. Perché proprio a me? Perché la vita è così: si diverte a fregarti. Ma a volte capita che in mezzo alle fregature accada qualcosa di bello. Una parola, uno sguardo, un gesto: Emanuela. Tre giorni per innamorarsi. E dopo questi tre giorni chissà, si vedrà.
NOTE DI REGIA
Lo spettacolo si svolge in uno spazio astratto che richiama una sala d’attesa ospedaliera, con quattro sedie blu, un’asta per la flebo e pochi oggetti simbolici. Al centro c’è Rob, il protagonista, immobile in un’attesa sospesa e scomoda, attraversata da dolore, paura e momenti di leggerezza. Una luce fredda illumina la sua “stanza”, mentre tre spot caldi evocano un corridoio ospedaliero, abitato dagli altri personaggi. La scena mescola realismo e magia, alterando spazio e tempo senza perdere il riferimento al mondo sanitario. Le relazioni tra i personaggi sono intense e quotidiane, creando un realismo così vivido da far dimenticare allo spettatore di essere a teatro.